Che ne sarà del web 2.0?

Read and write will dead?

Marco Camisani Calzolari (aka MCC) si è chiesto, mi chiede, vi chiede che ne sarà del web duepuntozero quando prima o poi assisteremo al calo fisiologico dei questo fenomeno che attualmente è nel pieno del suo splendore.

Personalmente sono contento che una persona del suo spessore culturale si sia posto tale interrogativo e allo stesso tempo lo abbia rivolto al grande pubblico tramite il suo blog perchè è quello che molto spesso mi domando, anche se attorno a me difficilmente trovo cenni di riscontro o di consenso.

Oggigiorno molti si affrettano a trovare il servizio 2.0 più innovativo e trendy del momento e ad affidarci senza alcun timore tutti i dati più importanti della loro vita digitale. Ben pochi però si domandano se la rapidità con cui tali servizi spuntano come funghi all’orizzonte del web partecipativo potrà essere direttamente proporzionale alla velocità con cui un giorno potrebbero sparire tutte queste belle startup che nascono quotidianamente con l’arduo obiettivo di seguire le orme di Google & Co.

Ok forse il tono è un pò troppo catastrofico e bisogna pensare positivo. Perchè quest’ondata di freschezza che gli User Generated Contents hanno portato nel mondo dell’informatica, delle reti, di internet non daranno origine ad un’altra bolla speculativa come è successo qualche anno fa con il boom del web unopuntozero. Con questa rivoluzione, all’interno della quale stiamo contribuendo attivamente e spesso inconsciamente, si può costruire una società economicamente sostenibile e bisogna pensare positivo e cacciar via i brutti pensieri.

Tutto vero, però positivo fino a che punto? E’ lecito foderarsi gli occhi col prosciutto per essere positivi? E’ giusto affermare di vedere gli asini che volano perchè tanto tutti dicono di vederli volare? Ecco, una riflessione un pò più attenta sui fenomeni tecnologici ed economici che stanno cambiando la società che ci circonda andrebbe fatta. Se così avvenisse forse molti non si farebbero prendere così soventemente da facili entusiasmi per fenomeni la cui stabilità è alquanto incerta.

Per non parlare poi degli utilizzi sconsiderati che si potrebbero fare di determinati dati che noi inconsciamente concediamo a chi ci offre un piccolo servizietto che ci fa sentire molto tecnologici. Ma questo è un altro discorso. Vediamo di non sforare e stare sui binari: qui sono tutti onesti e pronti a condividere con i propri utenti i risultati tangibili del proprio successo!

Riassumendo quanto vi ho appena vomitato addosso, dal mio punto di vista se una cosa puoi fartela da te è meglio. E’ per questo che ho il blog in WordPress su un mio dominio e non su uno delle tante piattaforme che nascono e muoiono ogni giorno, è per questo che le mie foto le archivio nella mia galleria che sta sul mio spazio web e lo stesso farò con i video se mai ne condividerò nella rete. Questo non perchè non mi fido di Flickr, Youtube e Blogger ma semplicemente perchè la standardizzazione che questi servizi ci impongono deprime l’inventiva, appiattisce il panorama e concentra i ricavi nelle tasche di pochi.

Ora forse questa sera la vedo da un punto di vista molto più pessimistico di quanto generalmente accade, forse a furia di leggere certi blog mi dilungo anch’io in futili considerazioni sul sesso degli angeli che sicuramente a pochi interesseranno, ma questo è il mio pensiero e volendolo riassumere in un frase si potrebbe condensare nelle parole: se una cosa puoi farla tu, non farla fare ad altri.

Se vi interessa sapere come la pensano gli altri amici invitati da Marco a dire la loro su questo argomento date un’occhiata dalle parti di Tommaso, Paolo, Francesco, Marco, Karim, Vittorio, Miriam, Mauro, Stefano, Andrea, Matteo, Matteo, Tiziano, Michele, Massimo, Filippo, Stefano, Luca, Francesco, Stefano, Davide, Lele, Luciano, Andrea, Tommaso, Andrea, Filippo, Maurizio, Antonio, Luca, Luca, Luca, Marco, Pierluigi, Riccardo, Stefano, Giorgio, Stefano, Marina, Marica, Mary, Cristian, Emanuele, Stefano, Maxime, Mauro, Andrea, Massimo.

Ovviamente sei caldamente invitato a dire la tua quando e dove vuoi. Ci conto.

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