Ritaliacamp: gioie e dolori, blogger e volponi

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Oggi a Milano presso l’Università Bicocca si è tenuto l’attesissimo RitaliaCamp, un BarCamp un pò particolare perchè aveva come ambizioso obiettivo quello di mettere assieme idee e competenze per riprogettare l’obrobroso sito che dovrebbe rappresentare il nostro bel Paese nel mondo.

L’evento di oggi è sicuramente la testimonianza che se da una parte in Italia le cose continuano a funzionare sempre alla vecchia maniera, dall’altra c’è un Paese culturalmente vivo che non si lascia imbonire dai soliti furbetti del quartierini e smuove persone ed opinione pubblica per far sentire la propria voce. Già questo di per se è risultato non indifferente perchè testimonia il fatto che nonostante la nostra classe dirigente, politicamente parlando, sia sempre più incompetente nell’intuire le dinamiche con cui cambia e si evolve la società globalizzata e faccia di tutto tranne che favorire quell’Italia che cambia assieme al resto del mondo per stare al passo coi tempi, di contro c’è sempre un fervore creativo di tutto rispetto e una instancabile speranza che se ci si unisce e si condividono le idee si può arrivare a cambiare il corso delle cose: anche qui da noi, anche in Italia.

Oggi a Milano c’erano circa 300 persone con competenze di tutto rispetto e soprattutto con tanta tanta passione per quello che amano fare quotidianamente e per il loro Paese. Hanno parlato, discusso, si sono confrontati, hanno messo assieme idee e progetti che speriamo si concretizzino presto in qualcosa di tangibile. Anche il mondo accademico ha avuto modo di dare il suo apporto ancora una volta a questo genere di evento e di contro ha ricevuto la possibilità di “osservare il processo con grandissima attenzione” come scrive Mario Goetz sul blog di Ritalia.

Quello che mi ha lasciato un pò l’amaro in bocca, e a quanto pare non solo a me, è stata l’organizzazione dell’evento soprattutto per coloro che non vi hanno potuto partecipare (ed il sottoscritto come al solito è fra questi). Saranno i postumi del CitizenCamp che si è tenuto appena una settimana fa in quel di Casalecchio di Reno splendidamente organizzato da Antonella con un fantasmagorico streaming video offerto da Cineca, sarà che l’evento non si teneva alle falde del Kilimangiaro ma nella gran Milan e per di più all’Università Bicocca, saranno tutte queste cose messe assieme ma credo che qualcosa di più si poteva fare ed anzi si doveva fare.

Perchè dico questo? Perchè personalmente, visto l’argomento di cui si doveva discutere, viste le tecnologie attualmente a disposizione e visto l’elevato numero di persone che per impedimenti vari non hanno potuto partecipare al BarCamp ma che avrebbero potuto dare il loro contributo anche “da casa” se gliene fosse stata data la possibilità credo che mettere a disposizione una misera diretta audio con 50 slot sia stato un pò poco.

Si poteva fare di più? Credo proprio di sì come ha dimostrato Robin Good che ha messo a disposizione una serie di interviste in diretta tramite uStream e la chat in Skype intavolata grazie a Maurizio e Giovy.

Ora questa non vuole essere una polemica sterile e tanto meno una critica a chi ha lavorato per far si che oggi andasse tutto per il meglio e che va elogiato perchè ha messo impegno e passione in quello che ha fatto, ma solo uno stimolo per migliorare in futuro. Tanto più che nei BarCamp tutti sono partecipanti e nessuno dovrebbe stare ad osservare come uno spettatore, perciò se qualcosa poteva essere migliorato è un pò anche “colpa” mia che forse non ho partecipato dando il mio apporto come potevo.

In conclusione per i prossimi BarCamp forse sarebbe il caso di offrire una maggiore possibilità di interazione tra coloro che sono in sala e gli sfortunati barcampers che se ne stanno a casa ma che vogliono dire la loro partecipando alla conversazione in modo un pò meno passivo e contemplativo di quanto sia stato fatto finora. D’altronde basta veramente poco per riuscire nell’intento e sicuramente da questo ne potrebbero giovare tutti. Basterebbe una webcam o una telecamera amatoriale per sala e l’accortezza da parte del relatore di ciascuna non-conferenza di tenere aperta una chat su Skype ed il gioco è fatto.

Forse dico questo perchè non sono riuscito a seguire le interviste di Robin a causa di problemi tecnici che rendevano uStream irraggiungibile da Alessandria (mannaggia alla Telecom…), forse dico questo perchè non sono riuscito a seguire l’evento via audio perchè gli slot erano perennemente tutti occupati, forse dico questo perchè nella chat su Skype si parlava di tutto e di più l’uno sull’altro, ripetendo a non finire le stesse cose, non sapendo se si era “ascoltati” in sala e facendo riferimento ognuno a cose che si dava per scontato che gli altri sapessero ma non erano poi così sottointese. Poi penso ad una setimana fa a quello che è stato fatto a Casalecchio e penso che qualcosa in più forse potevamo fare.

Spero di non essere stato frainteso e che quanto scritto sia uno stimolo a migliorarci per il futuro. Per il resto sono pienamente d’accordo con quanto detto da Marco e da quanto sentito di sfuggita oggi temo proprio che abbia ragione ma nel contempo spero che si riesca a trovare presto un coordinamento ed una gestione delle risorse e delle competenze ottimale per arrivare a qualche risultato concreto a breve termine come auspicato da molti in chat e sul blog ufficiale del progetto.

Resto in ascolto sui classici rubinetti per placare la mia sete di informazione:

http://it.blogbabel.com/search/entries/ritaliacamp/
http://www.flickr.com/search/?q=ritalia&w=all
http://www.technorati.com/search/Ritaliacamp

ed attendo come al solito le vostre impressioni e considerazioni.

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Commenti

  1. dice

    Io da quello che ho potuto vedere a Roma e poi successivamente da come ho potuto seguire il barcamp tenutosi a Casalecchio di Reno npn ho trovato molte discrepanze e secondo me la cosa e fattibilissima.

    Per il CitizenCamp la diretta audio/video era perfetta ed addirittura si riusciva ad interagire con i barcampers via Twitter quindi non vedo che problema ci sia. D’altronde ogni non-conferenza ha un relatore e sarebbe lui che farebbe da “moderatore” proponendo ai partecipanti presenti in sala eventuali spunti provenienti da casa.

    Vedo molte, moltissime analogie con quello che è stato fatto al Top-IX ed in altre occasioni.

  2. dice

    Lele era da *solo* ed era il *moderatore* di una *tavola rotonda* classica.
    Capisci che sono 3 enormi differenze rispetto a un Camp :)

  3. dice

    Beh ovviamente il relatore di ciascuna non conferenza deve fare anche da “moderatore” e saper miscelare bene gli interventi in sala dando spazio di tanto in tanto a qualche curiosità proveniente da coloro che sono a casa.

    Lele Dainesi lo ha fatto al Top-IX di Torino a dicembre in una conferenza vera e propria ed è stato molto interessante e produttivo

  4. dice

    non è che c’è tanto da fare: se ti segano la banda t’attacchi al tram. Peraltro figurati cosa sarebbe stato una cosa come “aspè, ho una domanda in diretta da Bari via messenger, chiede perché il portale è blu” “è azzurro!” “aspè che glielo dico… si dice che ha scritto blu ma intendeva azzurro” “chiedgili perché fa questa domanda” “aspè che glielo scrivo…” DAI!

  5. dice

    @SBLOOB Io sono stato sull’isola di Vulcano dalle 9:00 alle 17:00 perchè influenzato, condivido in parte la tua delusione perchè speravo di poter seguire tutto l’evento in diretta, come è stato per l’intervento di David Orban che si è sentito benissimo dalle 15:10 alle 15:30 circa. Dopo, di sottofondo si sentiva ancora il lontano vociare dei partecipanti, senza poter capire cosa dicessero, e questo mi irritava ancora di più. Comunque eravamo in sei (pochissimi certo rispetto alle aspettative), e dopo l’intervento citato sono spariti rapidamente tutti! Era la prima volta che usavo Second Life, il potenziale è incredibile, cerchiamo di usarlo bene le prossime volte (ad esempio per l’OpenCamp del 14 Aprile a Roma),

  6. dice

    Oggi sono stato qualche ora invano ad aspettare su Second Life (isola di Vulcano) perchè impossibilitato ad andare a Milano. Sul blog RItalia.eu David Orban aveva lasciato i riferimenti per “teletrasportarsi” direttamente nella zona dell’evento RItalia su SL.

    http://www.ritalia.eu/2007/03/28/comunicato-stampa-ritalia-entra-in-second-life/

    Ma niente da fare, sono stato da solo, io con i cartelloni publicitari che promuovevano l’evento… :!:

    http://www.pt-art.it/assets/img_blog/secondlife-ritaliacamp.jpg

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